20 Mag 2009 |
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La specificità di tale cultura si rileva nelle tradizioni, nei costumi, nell'arte, nella gastronomia, ancora oggi conservate gelosamente in molti paesi , in particolare del Meridione d'Italia. La comunità arbereshe costituisce un gruppo con una ben precisa identità, consapevole di appartenere ad un popolo diverso da quello italiano. Ne fanno fede modelli culturali che si rispecchiano ancora nei valori dell'Arbëresh attuale, quali la mikpritia (ospitalità), la ndera (onore), la besa (fedeltà), e la vellamja (fratellanza). Attualmente dell'etnos originario è rimasta la convinzione di sentirsi diversi dalla popolazione italiana e la lingua, che li contraddistingue dal resto della popolazione meridionale.
Di questi valori, l'ospitalità è forse quella più sentita e caratterizza maggiormente la loro mentalità.(si parla quasi di sacro senso dell'ospitalità.) Se uno sconosciuto d'improvviso si presenta in una casa arbëresh, viene subito trattato come uno di loro e gli viene fatto onore (nder). La cultura arbëresh è parte integrante del patrimonio tradizionale del gruppo italo albanese. La tradizione culturale arberesh è caratterizzata da una ricca tradizione orale e da una feconda tradizione scritta. La tradizione orale, iniziata nel periodo del loro insediamento in Italia, comprende tre generi letterari: la prralla (fiabe), le vjershë (improvvisazioni poetiche) e le kalimere (canti religiosi) La tradizione scritta arbëresh è iniziata nel XVIII secolo presso le comunità albanofone dell'Italia meridionale ad opera di poeti e letterati quali: Giulio Variboba, Girolamo De Rada, Giuseppe Serembe, Damiano Mauro, Giuseppe Schirò e molti altri. Anche il primo giornale albanese è stato redatto nelle comunità italo-albanesi, i quali possedevano già l'Università a San Benedetto Ullano e poi a San Demetrio Corone, quando in Albania non esistevano neppure le scuole elementari. Molte delle tradizioni popolari arbëreshë sono ormai andate perdute o cadute in disuso, come il costume tradizionale arbëresh, che era un ulteriore elemento di distinzione nei confronti della popolazione locale. Un altro elemento del vestito era una gonna rossa di tessuto a lamine d'oro ed ornata da un gallone al lembo, anch'esso in oro, raccolta in piccolissime pieghe verticali. Su questa gonna si vestiva la coha (ruota) identica alla prima e rialzata sul davanti. Attualmente c'è una rinascita della letteratura e della cultura albanese sia nelle varie Università italiane sia nelle comunità albanofone sia nelle diverse associazioni culturali(Come “Vatra Arberesh”ecc), dove emergono uomini illustri che con il loro impegno e la loro umiltà e le loro attività(Come il concorso nazionale della poesia in lingua arbereshe) fanno conoscere al mondo la cultura arbereshe. Questo risveglio lo si nota anche nel folklore con manifestazioni che coincidono quasi sempre con il periodo pasquale, organizzando il festival della canzone arbëresh, la sfilata dei costumi tradizionali e soprattutto la vallja (danza). Attualmente la vallja si rievoca il lunedì di Pasqua soltanto nei paesi albanesi di Civita, Frascineto, Eianina e Firmo
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