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Giovedì 17 Dicembre 2009 14:58
Indice
Relazione sul Concorso 2009
Premiati della Sezione Adulti
Premiati della Sezione Giovani
Gruppo Musicale
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Relazione sul Concorso di Poesia IX Edizione anno 2009

 

L’Associazione Culturale di Minoranza Linguistica “Vatra Arbëreshe” avente funzioni di Coordinamento per gli Arbëreshë residenti in Piemonte - principalmente con il concorso nazionale “Premio Principe Giorgio Castriota Skanderbeg” - da anni svolge un lavoro di tutela, promozione e valorizzazione della lingua arbëreshe.
Vatra Arbëreshe, con il suddetto concorso, oltre che la promozione, svolge un importante compito di selezione linguistica, discerne quindi l’albanese standard d’Albania non avente ragioni storiche in Italia dall’arbëreshe (albanese arcaico) che, nelle sue forme, è storicamente presente in Italia da oltre cinque secoli ed è quindi tutelato dalle leggi nazionali e regionali.

Discerne tra le forme corrette che più conservano l’originalità della lingua dalle forme errate, in quanto, in queste ultime, sono sopraggiunte corruzioni morfologiche e mutamenti fonetici.

Una ulteriore selezione viene anche fatta tra gli elaborati pervenuti scritti con grafia o parole estranei all’uso delle forme dell’arbëreshe e quindi, per regolamento, escluse da ogni valutazione e graduatoria.

 

L’Associazione Culturale di Minoranza Linguistica “Vatra Arbëreshe”, da tempo, ha anche dato indicazioni alle Istituzioni affinché rilevino la mancata corretta applicazione della legge 482/99: facendo confusione tra arbëreshe (albanese arcaico da secoli in uso nelle comunità storiche d’Italia) e albanese standard d’Albania, tanti docenti - disattendendo alla legge 482/99 – insegnano quest’ultimo.

 

Complice l’inspiegabile silenzio dei Padri della 482/99 - si fa quindi ancora confusione tra lingue delle minoranze storiche d’Italia che sono a rischio di estinzione e indicate come bisognose di tutela, non distinguendo dunque da quelle lingue che, come l’albanese standard d’Albania, è lingua maggioritaria, non è lingua avente ragioni storiche in Italia ed è quindi a tutti gli effetti lingua straniera da insegnare solo negli atenei come una qualsiasi lingua straniera!

 

il direttivo di Vatra Arbereshe con i premiati della IX edizione anno 2009L’insegnamento della nostra lingua di minoranza non ha ancora avuto l’imput che merita, non si è ancora coscienti su quale sia la lingua oggetto di tutela, cioè, l’arbëreshe, altrimenti detto anche albanese d’Italia. Il quadro, nella sua visione globale, si completa se si tiene ulteriormente in considerazione che sebbene l’arbëreshe nelle sue forme sia omnicomprensivo ed unificante in tutte le comunità italo-albanesi d’Italia - come lingua non ha ancora una sua auspicata forma codificata.

 

Al proposito dell’auspicata forma codificata, poniamo un interrogativo: il sapere dei vari docenti in lettere e lingua albanese, sarà sapere sufficiente a permettergli di pensare ad una qualche forma unificante dell’arbëreshe?

Nell’interesse di tutti noi arbëreshë ed a loro vantaggio, noi di Vatra Arbëreshe vogliamo dare a costoro un suggerimento: iniziate dalle forme arcaiche dell’arbëreshe che come già asserito dall’esimio albanologo Gaetano Petrotta - è “… più resistente al logoramento prodotto dall’evoluzione della lingua, la morfologia più sicura per la migliore conservazione delle desinenze sia nella declinazione che nella coniugazione …”. Confidiamo in una loro presa d’atto prima che la nostra lingua non necessiti più di leggi in sua tutela … in quanto sarà morta!

 

 

 

 

La Cerimonia di Premiazione.

Le poesie premiate, il loro valore e le motivazioni della loro premiazione.

 

Sabato 05 dicembre 2009, alle ore 17.00 nella gremita Sala Conferenze di Via Conceria, 2 in Chieri, a conclusione di un lavoro che al Direttivo dell’Associazione è costato mesi di impegno, presentata da Massimo Rafti già Vice-Presidente di “Vatra Arbëreshe, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso nazionale “Principe Giorgio Castriota Skanderbeg”. Dopo l’apertura di rito da parte del Presidente dell’Associazione Prof. Vincenzo Cucci, a portare il loro saluto ed a premiare i vincitori della IX edizione del concorso 2009 sono intervenuti: in rappresentanza della Città di Chieri il Vice Sindaco Dr. Luigi Sodano; per il Consiglio della Regione Piemonte il Dr. Roberto Placido Vice-Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte e promotore della L. R. 12/99 per la tutela delle Minoranze Linguistiche Storiche citate alla 482/99 non autoctone del Piemonte; per il Consiglio della Provincia di Torino il Dr. Giuseppe Cerchio Consigliere della Provincia di Torino e relatore della delibera di riconoscimento di Vatra Arbëreshe in Chieri in quanto territorio circoscritto; dalla Basilicata è intervenuto il Dr. Sandro Berardone già Consigliere della Provincia di Potenza e promotore del ruolo di Coordinamento per gli Arbëreshë in Piemonte affidato all’Associazione “Vatra Arbëreshe” di Chieri; il Dr. Michele Moretti già Assessore della Regione Piemonte e attuale Presidente del Circ. Cult. Lucano “Giustino Fortunato”di Torino. Di seguito sono stati rivolti i saluti, la benedizione e l’augurio del Presidente della Giuria, il papàs Angelo Belluscio della chiesa cattolica di rito bizantino San Michele Arcangelo di Torino.

 

 

Tommaso Campera (a destra)responsabile culturale dell'Associazione, poeta arberesh e ricercatore storico della stessa lingua.

Al responsabile culturale dell’Associazione, nonché poeta arbëresh e ricercatore della stessa lingua Tommaso Campera è toccato illustrare le motivazioni e la validità delle poesie vincitrici.

Campera ha anche relazionato su di una lingua (l’arbëreshe) che si pensava lingua di limitata importanza ma che - citando le Storie di Erodoto, vari dizionari etimologici e diversi linguisti dalla sua esposizione apprendiamo essere una lingua che, affonda le sue radici nelle lingue morte come l’illiro, il trace ed il frigio.

In un excursus attraverso i miti della Frigia, la Grecia classica dei Pelasgi e degli Ateniesi, passando per i Messapi della Puglia e arrivando fino agli impensabili toponimi dell’arco alpino della penisola italiana, il Campera ha dimostrato come l’arbëreshe (ovvero l’albanese arcaico) sia, si lingua che affonda le sue radici nella più lontana antichità dei miti classici ma per i toponimi, nomi e vocaboli dell’arco alpino che hanno radice nella lingua arcaica - ha anche importanza nell’odierna attualità.

 

 

Il Merito delle Poesie Mandate a Concorrere
 

 

Entrando nel merito della premiazione, le poesie mandate a concorrere sono state in totale 87. Alla sez. A) Adulti hanno partecipato in 54. Alla sez. B) Giovani Autori, hanno preso parte, in modo singolo, 33 Giovani Autori.

Dei 6 premi in concorso, l’Associazione organizzatrice ha deciso di assegnarne solo 5, perché, nei giovani autori, si è rilevata una scarsa qualità delle opere presentate, quindi, l’Associazione organizzatrice non ha ritenuto di assegnare il 3° premio della sez . B).

I metodi di comparazioni adottati per le opere pervenute sono stati quelli classici della poesia. Le valutazioni adottate sono state, la metrica, la rima, la capacità linguistica, l’espressività della lingua. Se da un lato sono stati apprezzati degli elaborati per il tema in essi espresso e lo stile svincolato da ogni
tecnicismo come nella poesia “Mega thavma” della Giuseppina D. Schirò, dall’altro sono stati privilegiati quegli elaborati contenenti una parvenza di conoscenza della poesia in quanto tale, dunque la metrica, la rima, il periodo ritmico in strofe.

Sono stati esclusi dalla valutazione gli elaborati che direttamente, o indirettamente, contenessero riferimenti a persone o fatti attuali che ne rendessero possibile l’identificazione. Sono parimenti stati esclusi dalla valutazione quegli elaborati che non raggiungevano uno standard linguistico sufficiente.

 

 

 



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