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Lunedì, 09 Novembre 2020 15:40

Arbëreshe lingua o dialetto?

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Lingua o dialetto?
Si legge e si sente spesso parlare di “lingua arbëreshe” quasi come se fra gli Albanesi d’Italia fosse in uso un codice linguistico unico ed unitario, comune a tutte le circa cinquanta comunità albanofone con una sua specificità ed un suo status normativo.

Gli Italoalbanesi, invece, non hanno e né tanto meno usano un codice linguistico omogeneo quindi, piuttosto che definire l’arbërishtja una “lingua”, è più giusto che la si indichi, sia ai fini pratici che teorici, come una varietà linguistica dialettale alloglotta, storicamente sedimentata in territorio italiano a partire dal XV secolo circa e, più precisamente, con una sua origine nel ramo dialettale tosco parlato nell’Albania meridionale e, in parte, nelle comunità albanofone arvanite della Grecia.
Si è di fronte ad un variegato numero di parlate, tante quante sono le comunità, alcune strutturalmente più simili, 48 ed altre più diverse al punto da non essere reciprocamente comprensibili anche se il lessico di base, più omogeneo ed uniforme, può permettere un certo livello di intercomprensione anche fra i parlanti geograficamente più distanti.


Tuttavia i parlanti arbëreshë appartenenti ad aree dialettali diverse con molta difficoltà riescono a sostenere una conversazione od affrontare determinati argomenti in arbërisht, così come chiamano il loro dialetto, preferendo per comodità e semplicità ricorrere all’italiano; tale consuetudine è peraltro normale anche fra i parlanti di una medesima comunità quando si trovano a dover trattare argomenti più specifici diversi da quelli inerenti la vita familiare ed i bisogni quotidiani.
Come si vedrà, le parlate albanesi d’Italia, pur provenendo da un unico ceppo dialettale, sono fortemente divergenti.

Sicuramente tale divergenza è una conseguenza dell’evoluzione che esse hanno subito in terra italiana come risultato dei rapporti continuativi con i dialetti romanzi e con l’italiano regionale ma, come afferma giustamente Çabej (1975), è probabile che sin dall’inizio siano esistite evidenti differenze linguistiche fra i gruppi di profughi che hanno dato origine alle comunità della diaspora italiana per cui l’arbërishtja è il naturale risultato congiunto di due fattori, “tradizione ed innovazione”, che hanno operato nell’arco di cinque secoli.


Uno dei segnali distintivi di questa divergenza originaria, secondo Hamp (2000, dati personali) è, per esempio, il diverso esito nella terza persona singolare del verbo essere është “è”, che appare come isht nelle aree dialettali periferiche isht nelle aree dialettali periferiche isht del Molise, della Puglia, della Campania, della Basilicata settentrionale ed in Sicilia (tratto condiviso anche con Mandritsa in Bulgaria e Màndres in Grecia) che ricondurrebbe la provenienza di queste popolazioni alle comunità arvanite della Morea (Peloponneso), mentre nelle restanti aree della Basilicata meridionale e della Calabria esso mantiene la forma (con diverse sfumature di pronuncia) ësht(ë); accanto a questo interessante indicatore sarà bene ricordare anche la partecipazione di altri fenomeni nel campo della fonetica, della morfologia, della sintassi e del lessico che contribuiscono a definire con ulteriore precisione la “lingua” del popolo italoalbanese.

TRATTO DA: Studio antropologico della comunità arbëreshe della provincia di Torino a cura di Antonio Tagarelli.

Conferenza a Chieri il 18 Luglio 2018 ore 20,30 Sala Conferenze Biblioteca Civica "Nicolò e Paola Francone"

Serata di presentazione del libro "Viaggio nell'Italia in Minoranza - Stiamo Scomparendo" interverranno gli autori del libro, Nicola Feninno e Valerio Millefoglie.
Un viaggio dal Salento al Monte Rosa, nei luoghi d’Italia delle minoranze linguistiche, luoghi in cui la lingua madre non è l’italiano.
Abbiamo incontrato gli ultimi parlanti della lingua walser, nelle alte valli del Piemonte. Gli occitani, nel torinese e nel cuneese: la loro lingua è quella degli antichi trovatori. Siamo sbarcati sull’isola di San Pietro, nel sud della Sardegna, dove si parla il tabarchino. Siamo stati in Basilicata, nei territori degli arbëreshë, i discendenti delle popolazioni che nel XV secolo emigrarono in Italia dall’Albania. E nei piccoli paesi della Puglia dove sopravvive ancora oggi il grico: una lingua che, forse, resiste fin dai tempi delle antiche colonie della Magna Grecia o che, forse, è stata esportata nel Medioevo dall’Impero Bizantino.
Cinque reportage firmati da cinque scrittori: Franco Arminio, Viola Bonaldi, Nicola Feninno, Valerio Millefoglie, Mirco Roncoroni.
Un’ampia sezione fotografica con gli scatti di Emanuela Colombo.
E sette contenuti speciali, che raccontano il rapporto tra lingua e identità nei territori dell’Italia meno raccontata, a cura di Gionata Giardina, Davide Gritti, Alessandro Mininno, Gianni Miraglia, Alessandro Monaci, Luca Perri.
Stiamo scomparendo – Viaggio nell’Italia in minoranza è un libro di reportage narrativo e fotografico su cinque minoranze linguistiche. Una narrazione a più voci che nasce dall’esperienza di CTRL magazine. E dalla passione per le storie fuori dai radar.

Conferenza su "L'amico arbëresh di Carlo Levi" Ricordi a cura di Francesco Esposito.

Lunedì, 18 Aprile 2016 19:38

Gente che arriva, gente che parte

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Venerdì, 08 Aprile 2016 12:02

Corso di Computer Gratuito

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CORSO GRATUITO ALL'USO DEL PERSONAL COMPUTER


APERTO A TUTTI I CITTADINI, GIOVANI E MENO GIOVANI, PER CHIUNQUE VOGLIA METTERSI IN GIOCO PER IMPARARE AD USARE I NUOVI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE
SEDE DELL'ASSOCIAZIONE VATRA ARBËRESHE ONLUS
VIA San Filippo, 2 CHIERI
ORARI:
- LUNEDI' ORE 16.00-17.30   LEZIONE
- VENERDI' ORE 18.00-19.30 ESERCITAZIONE
  
DOCENTE: Roberto ZANCHETTIN
 

L'Associazione Vatra Arbëreshe, 
con gratitudine e ammirazione, vuol ringraziare Sua Eccellenza Prof. Neritan CEKA, Ambasciatore della Repubblica d'Albania in Italia, per il lavoro svolto e per l'amicizia e la collaborazione che ci ha concesso durante il Suo mandato diplomatico. 
Nell'augurargli altri nuovi incarichi prestigiosi porgiamo i nostri più deferenti ossequi e lo salutiamo con fraterno affetto. 
Con rispetto
A nome del Direttivo Il Presidente Prof. Vincenzo Cucci  
 
traduzione albanese:
 
Vatra Arbëreshë Shoqata,
me mirënjohje dhe admirim, ai falënderon Shkëlqesinë e Tij Prof. Neritan Cheka, ambasadorin e Republikës së Shqipërisë në Itali, për punën e tij dhe për miqësinë dhe bashkëpunimin që na ka dhënë gjatë mandatit të tij diplomatik.
Në të cilët dëshirojnë detyra të tjera të reja prestigjioze dërgoni trajton tona më të mira respektueshëm dhe të përshëndes me dashuri vëllazërore.
Me respekt kryetari Prof. Vincenzo Cucci

 

Martedì, 05 Maggio 2015 18:58

Le origini Arbëreshë di Antonio Gramsci

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Relatori:
Antonio Gioseffi - Vice Presidente dell'Associazione Vatra Arbëreshë
Prof. Giovanni Carpinelli - storico dell’Età Contemporanea Università di Torino per la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci di Torino.


Sarà presente S.E. Prof. Neritan CEKA , Ambasciatore della Repubblica d’Albania in Italia.


In collaborazione con:
Fondazione Istituto Piemontese “Antonio Gramsci” di Torino
Centro di Cultura Albanese di Torino

con il patrocinio della Città di Chieri

Ingresso libero sino ad esaurimento posti

VJESH / CANTO

Un documentario di ROSSELLA SCHILLACI (DIGIBETA 57' - 2008) parte del progetto ALBA SUITE:
9 documentari d'autore sulla cultura delle comunità arbëreshe in Italia a cura di Salvo Cuccia e Eleonora Cordaro

Basilicata. Le donne di San Costantino e San Paolo Albanese cantano, con la loro voce acuta, lacerata. Cantano gli antichi vjeshet, tramandati da madre in figlia, che raccontano la fuga degli albanesi rifugiatisi nell'Italia meridionale cinque secoli fa. Ma sono anche sfoghi di donne, che per alleviare la fatica del lavoro nei campi “gettavano” canti da una collina all’altra. Nel ’54 l’antropologo Ernesto De Martino organizzò una spedizione in nell’entroterra lucano, registrando i vjeshet. Ora le donne raccontano con ironia di come 40 anni dopo sono loro ad aver viaggiato per tutta l’Italia per fare concerti, andando anche in Francia e in Albania. Il documentario mostra la vita in questi due paesi, il rapporto tra individui e tradizioni, alcune ancora sentite e tramandate, altre subite ed odiate. Storie di donne coraggiose e ironiche, storie di emigrazioni e di ritorni raccontate nell’arco di un’estate, attraverso incontri semplici e quotidiani che svelano i ricordi, le gioie e le durezze della vita di ognuna di loro.

 

Immagini ROSSELLA SCHILLACI, SONIA ANTONINI -
Suono in presa diretta ROBERTO REMORINO -
Segretaria di produzione FEDERICA GRUPPIONI -
Montaggio MARTA ZEN -
Post-produzione audio MIRCO GUERRA -
Ricerca etnomusicologica NICOLA SCALDAFERRI produzione esecutiva AZUL -
Produzione NICOLA SOFRI per PALOMAR ENDEMOL nell’ambito del progetto ALBA -
Regia ROSSELLA SCHILLACI


 

“Albasuite”

Rassegna di documentari sulla cultura degli arbëreshe:

albanesi per lingua, bizantini per rito, italiani per adozione


mercoledì 18 dicembre ore 21.00

c/o Associazione Vatra Arbëreshe - Complesso S. Filippo

Via San Filippo, 2 – 1° piano

 


INGRESSO LIBERO
Fino ad esaurimento posti

 


Con il Patrocinio della Città di Chieri
 

Martedì, 09 Aprile 2013 16:16

Storia e Gente del Paese di Fronte

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La proiezione del reportage è rivolta alle Associazioni che si interessano di solidarietà e di cooperazione e a tutti coloro che amano “viaggiare” per scoprire e cogliere, anche se, come in questo caso, solo attraverso le immagini, gli aspetti storici e di vita del “Paese di fronte”, degli usi e costumi dei popoli a noi vicini,ammirandone anche gli aspetti naturalistici.




 

 

 

PRESENTANO

IN

SALA CONCERIA

VENERDI’ 19 APRILE ORE 21.00

 

Storia e Gente del “ PAESE di FRONTE “

Albania, Romania e Moldavia

“Viaggio virtuale con i Camperisti di Chieri”

(Reportage di viaggi in camper con lo spirito della Solidarietà)

 

 

Ingresso libero

Il Centro di Cultura Albanese e Viaggi Solidali hanno presentato venerdì 5 aprile 2013,
alla sala conferenze Cascina Roccafranca via Rubini 45 a Torino.
"Albania, una e mille - Viaggi, Storia e Cultura tra le due sponde dell'Adriatico"
.

L'evento intende promuovere in modo positivo l'immagine dell'Albania come paese di storia e di cultura, presentando alcuni aspetti peculiari che rendono questo paese un interessante destinazione di viaggio e di turismo.


Nella foto da sinistra: prof. Vincenzo Cucci presidente Vatra Arbëreshe - On. Marco Calgaro - Sua Eccellenza  prof. Neritan Ceka neo Ambasciatore della Repubblica d'Albania in Italia e gentile consorte.

Martedì, 15 Gennaio 2013 19:20

Chieri: Intitolazione Piazza Madre Teresa di Calcutta

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La piccola cittadina alle porte di Torino, Chieri, di solo 36 mila abitanti, dove da circa 10 anni opera indefessamente l'Associazione “Vatra Arbëreshe”, il focolare degli italo-albanesi, avrà una piazzetta legata alla storia dell’Albania: quello di Madre Teresa di Calcutta.La piazzetta, alla presenza delle autorità Cittadine, del Console Generale della Repubblica d'Albania di Milano, Dott. Gjon Çoba e del Console Onorario della Repubblica d'Albania per il Piemonte Dott. Artan Doda, sarà inaugurata nell’area di fronte alla sede di Vigili del Fuoco, a fianco della Croce Rossa, con ingresso da Strada San Silvestro.

"Abbiamo motivo di sentirci felici e orgogliosi noi arbereshë e albanesi del Piemonte - dice il Prof. Vincenzo Cucci, presidente dell' Associazione di Coordinamento degli arbereshë:
Madre Teresa di Calcutta e Giorgio Castriota Scanderbeg sono considerate le due figure più importanti della storia albanese e Chieri è la prima città del Piemonte ad avere una piazza e una via in memoria di queste due figure.

Qui sotto la motivazione della delibera della Giunta Comunale su Madre Teresa di Calcutta:
Al secolo Agnese Gonxhe Bojaxhi, (Scopje, 26 agosto 1910- Calcutta,5 settembre 1997) è stata una religiosa albanese di fede cattolica, fondatrice della Congregazione religiosa di Missionarie della Carità. Il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta, l’ ha resa una delle persone più famose al mondo. ha vinto il premio Nobel per la Pace nel 1979 e il 18 ottobre 2003 è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II.”

La cerimonia di titolazione avverrà secondo il seguente programma :
sabato 29 settembre – Str. San Silvestro, 14
- ore 10.00 conferenza sulla vita e l'opera di Madre Teresa a cura di Anamaria Skanjeti
- ore 11.00 cerimonia di titolazione della piazza Madre Teresa
- ore 12.00 aperitivo offerto dall'Associazione "Vatra Arbëreshe" .
- mostra pannellare “Albania ieri e oggi” - circa 40 foto, gentilmente concessi dal “Centro di Cultura Albanese”, montati su griglie possono essere ammirati lungo le vie cittadine, allietate da musiche e canti tradizionali albanesi e arbereshë.

Gli amici arbëreshë, albanesi e i cittadini tutti sono invitati.

per L'Associazione Vatra Arbëreshe
Il PRESIDENTE
Prof. Vincenzo CUCCI

vatrarberesh.it